Nepal 2000
Una tranquilla passeggiata sul fiume
Un fantastico viaggio di un
mese cominciato a Kathmandu, in Nepal, e terminato a Jodhpur,
nel Rajasthan Indiano, attraversando tutta l' India del
Nord utilizzando treni e corriere.
Novembre 2000

Nico

Bea

Il nostro viaggio comincia a Kathmandu il 31 ottobre 2000. Visiteremo i luoghi più mistici e religiosi del Nepal, sia Buddisti che Hindù, senza tralasciare le bellezze naturali di questo fantastico paese.

31 Ottobre Ore 6:00
Primo risveglio in Nepal.
L'impressione è ottima, anche perchè la giornata
si presenta sicuramente bene sotto il profilo metereologico e
nonostante mi senta in un altro mondo ho la sensazione che
tutto andrà per il meglio.

Dopo aver fatto colazione nel nostro hotel, in centro a Kathmandu, ci accordiamo con un taxista (20$) per farci accompagnare prima a Swayambhunath poi a Dakshinkali e sulla strada del ritorno anche a Patan.

Swayambhunath non è solo un tempio, per quanto bellissimo ma è anche uno simboli del Nepal, di grande rilievo artistico. Situato appena fuori Kathmandu su una collina a sud-ovest, superato il fiume Vishnumati, il santuario si eleva di un centinaio di metri sulle pianure circostanti, ed è preceduto da una lunga scalinata in pietra, che prima sale moderatamente, quindi si inerpica in un tratto finale di inusitata pendenza.

La cupola bianca del grande stupa di questo tempio è uno primissimi posti della valle che il sole illumina all'alba.

Superato l'arco iniziale ecco tre grandi statue del Buddha seduto, in pietra, colorate in giallo e arancione. La più antica, il Buddha Aksobyha, risale al 1750.

Tutt'attorno al piedistallo su cui è montato lo stupa, alla sommità, sono disposti i cilindri rotanti di metallo con le sacre sillabe Om Mani Padme Hum.

Girando verso sinistra attorno allo stupa, muovendo le ruote delle preghiere, si possono osservare i Cinque Dhyani Buddha nelle apposite nicchie, in diverse posture.

31 Ottobre Ore 10:00Dopo una visita di circa 2 ore lasciamo il tempio buddista di Swayambhunath per recarci in quello indù di Dakshinkali, a 20 Km circa da Kathmandu

Situato in una grotta ombrosa, è il santuario più popolare della valle. Celeberrimo sito di pellegrinaggio, è affollato, visto i sacrifici, soprattutto il martedì e il sabato.

Dal caotico parcheggio si imbocca un viottolo di pietra, il tempio è in cima a una scalinata e oltre un ponte.

Luogo di culto antichissimo, da secoli e secoli dedicato alla dea madre, fu quindi attribuito definitivamente a Kali, che reclama un sacrificio di sangue almeno una volta alla settimana; i devoti sacrificano soprattutto il sabato, il giorno più infausto dei sette, in cui la dea va specialmente propiziata.

Oggi è martedì e quindi assistiamo di persona al sacrificio di vari galli. Per gli indù non si può uccidere un animale femmina, così si sacrificano soprattutto galli e caproni

L'animale, decapitato con un gesto rapidissimo, viene buttato subito in un calderone d'acqua bollente, per rimuovere facilmente le piume o la pelle; dopo il rito la famiglia lo riporta a casa per cucinarlo o come in questo caso viene cucinato e mangiato all'interno del tempio stesso.

31 Ottobre Ore 12:00
Dopo aver visto anche troppi
sacrifici animali giungiamo a Patan, la terza
città del Nepal in termini demografici.

Dopo pochi minuti una guida si propone di aiutarci nella visita e dopo un'estenuante trattativa ci accordiamo sul compenso di 2 $. La scelta si rivelerà giusta, visto che oltre a parlare l'italiano era molto preparata.

Patan è un luogo dove i ritmi sono urbani ma tranquilli, dove camminare è un piacere, dove al di là delle meraviglie di Durbar Square e di pochi altri templi fondamentali, il contesto rimane quello di una borgata agricola.

Il cemento finora affligge Patan molto meno di quanto non sia successo a Kathmandu, che pure dista solo pochi chilometri. Di fatto ormai, le due città sono una sola, ma nel centro storico di Patan l'atmosfera è diversa.

Il centro nevralgico di Patan, costruito all'incrocio di due antiche carovanerie, e abitato in seguito dalla nobiltà Licchavi, sotto i Malla fu trasformato in uno straordinario sito monumentale: l'armonicissima Durbar Square.

Sulla sinistra spicca il Chyasim Dega, dedicato a Krishna, fatto costruire nel 1723 da Yogamati, figlia di Yoganarendra, in memoria del padre.

Questo santuario di pietra viene considerato tra i più armonici e rappresentativi del paese. Purtroppo si può visitare solo il primo piano perchè dal secondo sono ammessi solo gli indù.

Sullo sfondo di questa fotografia possiamo notare la colonna di re Yoganarendra Malla, situata proprio di fronte al Krishna Mandir. Sopra una colonna di pietra si erge la statua bronzea del sovrano inginocchiato in preghiera, rivolto verso il principale santuario della dea omonima protettrice dei Malla, il Degutale.

Come primo giorno in Nepal può bastare. Sono le 16:00, il sole cala velocemente e noi, abbastanza stanchi, ci facciamo riaccompagnare in hotel. Alle 19:00 non ci si vede già più, e dopo una doccia andiamo al ristorante tenendo presente che alle 21:00 tutto chiude, ristoranti compresi.

1 Novembre Ore 8:00
Questa mattina ci accordiamo con
un altro taxista che per 10 $ ci accompagnerà prima a Budhanilkanta
e poi a Pashupatinath.

Dopo tre quarti d'ora d'auto, percorsi in direzione nord rispetto Kathmandu e passando per Maharajganj raggiungiamo Budhanilkanta.

Il grande Vishnu sdraiato nella pietra giace in un laghetto artificiale e simboleggia il dio nel mezzo dell'oceano mentre dorme su un serpente attorcigliato. Vishnu riposa dopo ogni ciclica distruzione dell'universo. Durante l'autunno, la statua, lunga cinque metri, è visitata da migliaia di devoti che le offrono fiori e frutta.

Mentre visitiamo Budhanilkanta veniamo avvicinati da un giovane ragazzo che si offfre di accompagnarci a visitare un piccolo paese tibetano che si trova nelle vicinanze di cui anche lui fa parte.

A poche centinaia di metri, in effetti, troviamo delle donne coi classici lineamenti tibetani, indaffarate nei lavori agricoli di mietitura manuale del grano.

Ho notato che il grano viene raccolto ancora verde e che viene
poi fatto essicare su specie di stuoie.
Ovviamente la
nostra giovane guida si è meritata 2 $ di ricompensa.

1 Novembre Ore 10:00
La visita a Budhanilkanta
non ci porta via tanto tempo e quindi ci rechiamo a Pashupatinath
per osservare le cremazioni.

Pashupatinath è il maggior luogo di culto induista del Nepal. Qui i pellegrini, fedeli e sadhu da tutto il subcontinente indiano vengono a rendere omaggio al sacro shivalingam racchiuso nel santuario principale, a bagnarsi nelle acque del Bagmati (l'equivalente nepalese del Gange, fiume sacro e purificatore), a ricevere l'estremo saluto funebre.

Nonostante l'ingresso al tempio principale sia consentito solo agli indù, l'abbondanza di cose da vedere tutt'attorno giustifica una lunga visita.

Si tratta del complesso religioso più vasto del paese, esteso a cavallo del fiume su entrambe le colline che lo fiancheggiano. Su entrambe le sponde scendono al fiume gradinate di pietra.

Come in tutto il subcontinente, il cadavere viene issato su una lettiga di legno che, fasciata da un drappo, ricoperta di fiori, portata verso le acque e posta su di una pira, viene bruciata da un fuoco di legna.

Dopo quattro ore i resti della pira vengono lasciati al fiume.

Dopo una breve scalinata si raggiunge un altro complesso templare, molto bello, dove l'ingresso è concesso unicamente agli indù.

1 Novembre Ore 12:00
Proseguende a piedi, a pochi
chilometri da Pashupatinath, ci rechiamo a Bodnath
(Boudanath). Il sentiero è molto polveroso ma
attraversando i campi coltivati possiamo osservare come si
svolge la vita locale di tuti i giorni.

Terminato il sentiero, ci basta attraversare la strada per essere a ridosso dell'entrata del centro, dove, per poche rupie acqustiamo il biglietto d'ingresso.

Quello di Bodnath, è uno degli stupa più grandi del mondo, luogo di antichissima tradizione e oggi enclave degli oltre 10.000 tibetani esiliati in Nepal. Il luogo richiama fedeli e pellegrini da tutto l'Himalaya, dal Buthan, al Tibet, al Ladakh alle regioni più remote dello stesso Nepal, ciascuno con i propri costumi.

Il sobborgo omonimo, cresciuto a nord dello stupa, è uno degli angoli di mondo dove accostarsi alla cultura tibetana superstite, che sopravvive, si evolve e prospera nella "contaminazione" col contesto nepalese e col turismo: sfilano le donne fasciate nei chupa, abiti lunghi tradizionali, con grembiuli colorati tessuti a telaio a drappeggiarne il grembo (portano il grembiule solo le donne sposate); sfilano monaci buddhisti e novizi nelle inconfondibili tonache bordeaux.

Accediamo alla piazza attraverso la porta di Bhouda, sul versante meridionale dello stupa; conviene mischiarsi alla folla e camminare in senso orario attorno alla grande struttura. Per accedere ai gompa, monasteri tibetani buddhisti, che sorgono nei pressi del grande stupa, levarsi le scarpe fuori dalle varie cappelle, e prima di sedere (in silenzio) a una funzione chiedere il permesso. E' generalmente opportuna una donazione, tenendo presente che la maggior parte degli istituti vive essenzialmente di queste e se si vuole fotografare è meglio prima chiederne il permesso.

Ritorniamo a Pashupatinath, sempre a piedi, dove ci aspetta il taxista e nel tragitto osserviamo alcuni ragazzi intenti a giocare a un gioco da tavolo a noi sconosciuto.

Kathmandu

2 Novembre Ore 5:30
L'accordo che avevamo preso, per 35 $ in due, tutto compreso, 2 giorni prima, con un'agenzia turistica locale, era di venirci a prelevare sotto l'hotel per accompagnarci alla corriera che ci avrebbe portato a fare rafting. Effettivamente un dipendente dell'agenzia è arrivato davanti all'hotel, ma a piedi. E a piedi ci ha scortato fino alla stazione delle corriere.Molto gentile.

Effettivamente un dipendente dell'agenzia è arrivato davanti all'hotel, ma a piedi. E a piedi ci ha scortato fino alla stazione delle corriere.Molto gentile.

Siamo quindi partiti alle 6:00 da Kathmandu, e dopo 2 orette di viaggio abbiamo fatto una breve sosta in un paesino costituito essenzialmente da luoghi e bancarelle di ristoro.

Finalmente ci siamo. Dopo tre ore circa di viaggio giungiamo a destinazione. E' qui che diamo un nome alla nostra vacanza: Vedrai Nico, sarà una tranquilla passeggiata sul fiume. Frase pronunciata, forse, con troppa sufficienza dal Bea.
Veniamo dotati di remo, casco e giubbotto anti annegamento e veniamo invitati a lasciare qualsiasi cosa danneggiabile dall'acqua in un contenitore da loro custodito. Cosa che facciamo quasi per intero se non ci fossimo scordati passaporti e biglietti aerei che bagneremo abbondantemente.

Fortunatamente a metà percorso sostiamo lungo il fiume per nutrirci e ne approfittiamo per mettere al sicuro i documenti bagnati. Per 3 ore siamo scesi lungo il fiume rischiando più volte il ribaltamento del gommone ma vi assicuro che ne vale la pena anche per il magnifico panorama che si osserva dal fiume.

3 Novembre Ore 9:00
Nonostante avessi puntato la sveglia alle 8:00 ci svegliamo solamente un'ora dopo. Evidentemente il rafting del giorno prima si è fatto sentire sui nostri fisici. Le mie scarpe sono ancora bagnatissime quindi mi rassegno ad uscire in ciabatte.

Sicuramente l'attrazione principale, se non l'unica, di Kathmandu è la Durbar Square. Qui di fianco possiamo notare il Maju Deval, il tempio di Shiva. Le ripide gradinate di questo tempio sono uno dei punti di incontro e di osservazione più classici di Kathmandu. A tre piani, con tetti a pagoda, a pianta quadrangolare, l'edificio venne costruito nel 1690 dai Malla di Bhaktapur. Davanti al tempio, shivaita, si trova un altro piccolo santuario dedicato a Kam Dev, con una cupola bianca a forma di shikkara.

A nord est di Durbar Square si apre Hanuman Dhoka, piazza dalla forma anomala, la cui parte orientale è costituita dal complesso del palazzo reale. Isolata in mezzo alla piazza, come si può notare nel centro della foto, la colonna in pietra di Re Pratap Malla è sormontata da una scultura bronzea raffigurante il re, moglie e figli.

Kalo Bhairab è invece un enorme bassorilievo in pietra. La divinità è raffigurata in piedi, dipinta a colori brillanti; alta circa 3 metri ha 6 braccia, una corona di teschi, e dei serpenti alle orecchie. Questa statua popolarissima funge da "bocca della verità": chi mente di fronte a lei muore sul colpo.

La vacca nell'induismo è venerata come una divinità quindi occorre fare molta attenzione quando le si incontrano per la strada, e non solo, cosa che capita di frequente.

La capitale nepalese è di gran lunga la più vasta e popolosa città dello stato: circa 420.000 abitanti. L'origine di Kathmandu è avvolta nella leggenda. Si farisalire la sua fondazione al 723 a.C., a quando cioè, il re Gunakama Deva ricevette in sogno l'ordine di costruire una città a forma di spada alla confluenza dei fiumi Bagmati e Vishnumati.

Ci permettiamo un ultimo giro per le vie del Thamel, prima di andare a dormire, perchè la mattina seguente dovremo svegliarci alle 5:00. Orario di tutto rispetto visto che alle 6:30 parte la nostra corriera per Pokkara ( 700 R.I.), prenotata il giorno prima.

Pokkara

4 Novembre Ore 13:00
Partiti alle 6:30 da Kathmandu arriviamo dopo circa 7 ore di corriera a Pokkara. Scesi dalla corriera veniamo letteralmente assaliti dagli albergatori che si danno un gran da fare a promuovere il proprio hotel con un'asta al ribasso veramente incredibile.

Subito dopo aver preso possesso della stanza (umida) dell'albergo ci rilassiamo con due passi in riva al lago e la magnifica vista della catena montuosa dell' Himalaya. Prenotiamo anche la corriera per Varanasi del 6 novembre (750 R.N.).

5 Novembre Ore 9:00
Il risveglio oggi è veramente eccezionale. Dalla nostra camera possiamo vedere le cime delle montange più alte del mondo. L'emozione è veramente indescrivibile.

Dopo aver noleggiato una bike per 50 R.N. iniziamo la visita della città, ma soprattutto dei suoi dintorni, a partire dalle cascate che in pochi minuti raggiungiamo con le nostre mountain bike.

Il lago (Phewa Tal) è piuttosto vasto (4 Kq di estensione) e non molto profondo. L'immagine delle montagne si riflette nelle sue acque, piuttosto inquinate e non particolarmente trasparenti, ma placide e navigabili. Esiste anche la possibilità di noleggiare piccole barche a remi.

A nord del lago (come si vede nella foto) è stata costruita una diga con aiuti indiani, con scopi irrigui e idroelettrici. Le donne ne approfittano per lavare e stendere i panni mentre i ragazzi fanno il bagno e giocano.

Nei dintorni della diga incontriamo anche un gruppo di donne tibetane di rientro dalla raccolta di legna da ardere.

Restituiamo le bike, facciamo una doccia, mangiamo al ristorante poi a letto presto visto che alle 6:00 ci dovremo svegliare, dato che la corriera per Varanasi alle 7:30 parte.

Restituiamo le bike, facciamo una doccia, mangiamo al ristorante poi a letto presto visto che alle 6:00 ci dovremo svegliare, dato che la corriera per Varanasi alle 7:30 parte.

5 Novembre Ore 12:00

